Napoli, 29 luglio 2010 - In mattinata, su richiesta della Dda partenopea, gli uomini della Questura di Napoli hanno eseguito nuovi ordini di custodia cautelare in carcere nell'ambito delle indagini sull'assasinio di Luigi Tommasino, consigliere comunale del Pd di Castellamare di Stabia. A finire in manette è stata l'imprenditrice Olga Acanfora, presidente del Gruppo piccola Industria dell' Unione Industriali di Napoli. L'accusa degli inquirenti, nei confronti dell'imprenditrice stabiese, è di estorsione aggravata; infatti, da quanto emerso dalle attività investigative, la Acanfora, con l'intercessione del consigliere Tommasino, avrebbe, tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009, chiesto l' intervento del clan D' Alessandro, attivo a Castellammare di Stabia, per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati alla sua azienda. All'imprenditrice, inoltre, è contestata l'aggravante di aver favorito l'associazione camorristica dei D'Alessandro. Sposata, con 2 figli, Olga Acanfora, era amministratrice dell'associazione "Meta Felix" e componente del consiglio d'amministrazione del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare. Dal 23 luglio 2009, la Acanfora era poi diventata l'attuale presidente del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli. Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, 43 anni, del Pd, fu assassinato il 3 febbraio 2009, nei pressi della sua abitazione, mentre era a bordo della sua auto in compagnia del figlio piccolo. Dalle attività investigative svolte dopo l'omicidio, si arrivò, il 10 ottobre 2009, all'arresto di 4 persone affiliate al clan D'Alessandro di Castellamare di Stabia. Per la Dda di Napoli, infatti, non ci furono dubbi: ad uccidere il consigliere comunale del Pd Luigi Tommasino fu un commando incaricato da Vincenzo D'Alessandro e capitanato dal cugino, Salvatore Belviso, braccio destro del boss. Dalla ricostruzione fatta tramite le indagini, quindi,a tendere l'agguato camorristico fu un gruppo composto da 4 persone: Raffaele Polito, l'esecutore materiale; Salvatore Belviso, il suo motociclista; Renato Cavaliere e Catello Romano i basisti. Romano, allora dicianovenne, era iscritto alla stessa sezione del Pd di Tommasino ed era a conoscenza di tutti gli spostamenti che il consigliere effettuava abitudinariamente. Il movente dell'omicidio sarebbe stata una somma di denaro non restituita al clan. Oltre all'imprenditrice Olga Acanfora, 53 anni, su richiesta della Dda di Napoli in relazione all' omicidio di Luigi Tommasino, stamane, sono finite in carcere altre due persone. Si tratta dell'architetto Massimo Di Maio di 51 anni e dell'imprenditore Alfonso Di Vuolo di 38 anni, ritenuti dagli inquirenti affiliati al clan D'Alessandro.
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