L’editoriale d’oggi è incentrato attorno alla figura delle giovani nuove leve del giornalismo che si preparano a spiccare il volo. Molti, si accingono ora a vivere grandiose esperienze che - vi assicuro – vi cambieranno la vita. Per l’agenzia che dirigo (new bigol) si chiude un’altra stagione e, proprio a chi un giorno seguirà questa strada (la mia), dico: è solo l’inizio di un lungo percorso che vi porterà a vivere “nel male del mondo”, apprezzando – e sempre più - ogni attimo di quel poco di bene che il buon Dio vi donerà.
A chi ha frequentato il corso all’Università Partenophe si presenta un’occasione irripetibile: l’esperienza a Libero, testata nazionale diretta da Maurizio Belpietro. Vi assicuro che questo momento della vostra vita, vi rimarrà scarnificato sulla pelle (quale indelebile bagaglio).
Nell’epoca in cui decisi di andare via da Napoli per lavorare in Rai a Milano, la scelta fu offerta e molto dura, in rotta con il forte legame con questa “maledetta” terra e con gli affetti, frutto dell’età adolescenziale ma, nonostante la cultura familiare dalla quale provenivo, valigia alla mano, son partita… . E ringrazio davvero il cielo.
Quella esperienza è stata per me fondamentale. Ho capito che oltre , esisteva dell’altro. Che oltre agli affetti ,c’ero io, la mia crescita professionale e la formazione della mia personalità. Sono riuscita nell’intento. Volata via - ad 800 km di distanza - ho dovuto combattere contro i miei retaggi, costruire il mio carattere e farmi valere in un mondo tutt’altro che facile. Tra squali e gente immorale, pronta a vendersi l’anima per un posticino in tv: ed io, la mia partita l’ho giocata e vinta. Rimasta lì fino all’affermazione del mio ruolo e dopo aver stabilito che il gioco non valeva più la mia permanenza, e che nulla avrei ottenuto da quella produzione e da quel viaggio, ho preparato nuovamente i miei bagagli e sono tornata qui. E Napoli mi ha riaperto le porte – anzi spalancato portoni. E certo non perché ero divenuta un personaggio noto della tv di Stato ma bensì ha dato risalto all’immagine di una persona che era più forte degli altri e che aveva “imparato a campare”. Ecco, questo è quello che mi auguro per voi, cari ragazzi che partite per questa avvenuta nel nord Italia, ma anche per gli altri. Prima di pensare “sono arrivato alla vetta della carriera”, rimettetevi in gioco. E sappiate che ogni volta, non sarà mai l’ultima. Ho imparato sulla mia pelle che per fare qualcosa e bene, bisogna studiare e lavorare. Curiosate nel mondo e poi, solo dopo, scegliete. La vita è così tanto straordinaria che, se siete bravi a darvi da fare, avrete sempre opportunità. A chi non si ferma, ci saranno sempre occasioni. Vi rimarrà sempre l’opportunità di scegliere tra 2 cose. Se non valete nulla, allora la vostra strada sarà unica e sola, obbligati ad un unico triste e insoddisfacente destino. E non sarete mai voi a determinare il vostro futuro.
Rischiate… .