NAPOLI – L'imposta sui rifiuti solidi urbani, la famosa Tarsu, piomba come un macigno sulle famiglie napoletane. Circa il 60% di aumento rispetto alla precedente imposta. Ed associavizioni e movimenti civici dissotterrano asce di guerra e promettono battaglia contro degli aumenti al oro dire assolutamente illegittimi. Già pronta una raffica di ricorsi, molti dei quali gestiti dalla associazione Noi Consumatori che fa capo all'avvocato vomerese Angelo Pisani. Ma quello che più scontenta i napoletani è una mancata programamzione e sperimentazione seria della raccolta differenziata a domicilio. Nonostante la raccolta porta a porta attivata in quartieri di Napoli abbia raggiunto risultati eccellenti (fino anche all'87%), la TARSU infatti sale ancora. Ed i mass-media nazionali concentrano la loro attenzione sul capoluogo campano, come se si fosse tornati improvvisamente in una emergenza, dopo il suo superamento. Ma in realtà nulla è cambiato, nemmeno nei mesi in cui non se ne è parlato. La tirata di orecchie che il sottosegretario Bertolaso ha rivolto ai napoletani non è andata giù a molti. L'affermazione che “il piano inceneritori va fatto immediatamente perchè i napoletani sono incapaci di differenziare” non è che una piccola parte della realtà. Daniela Villani, sul suo spazio facebook, si definisce una “cittadina attiva”, ed invita i napoletani ad una riflessione “Incolpare i napoletani, che pur di colpe ne hanno, è la strada più facile, ma se la raccolta differenziata è iniziata in 5 quartieri (con il porta a porta) e i dati sono (dopo mesi e mesi) il 70% e 87% di raccolta ottenuta, dunque l'obiettivo è stato raggiunto, li dove ci è stata data la possibilità. Allora io mi domando, perchè non c'è stata da parte dell'amministrazione la diffusione della raccolta "porta a porta"? Perchè i cittadini napoletani, che hanno già dimostrato dove potevano di essere pronti a farla, devono ora pagare un aumento della TARSU ulteriore? Le responsabilità delle amministrazioni sono di incapacità a gestire o c'è la mancanza di volontà nel gestire? Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca per esempio, ha iniziato il porta a porta ovunque e ha ammesso che il recupero è costante al 70%, dunque non c'è materia a sufficienza per fare gli inceneritori”. Piani di raccolta differenziata ed attivazione del porta a porta su tutto il territorio. Questo in sintesi ciò che viene chiesto dalla cittadinanza.
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